Ambiente

Rifiuti

Rifiuti: FIR, Registri di Carico e Scarico, CONAI
Forniamo attività di consulenza ed assistenza in merito alla normativa ed alla gestione dei rifiuti. In particolare il supporto tecnico e organizzativo il supporto nell’identificazione del CER e/o delle classi di pericolo HP, anche mediante analisi chimico-fisica degli stessi.
Compilazione e invio della denuncia annuale dei rifiuti MUD (30 aprile di ogni anno. In generale per la denuncia dei rifiuti prodotti nel 2022 si dovrà presentare la denuncia entro il 08.07.2023).

Redazione di moduli e relazioni tecniche per l’iscrizione all’Albo Gestori Rifiuti.

Assistenza e formazione per la corretta compilazione dei registri di carico e scarico e formulari di trasporto dei rifiuti.


NUONA GUIDA CONAI 2026

La Guida CONAI 2026 introduce aggiornamenti significativi rispetto all’edizione 2025, focalizzandosi sulla rimodulazione dei Contributi Ambientali (CAC) e sull’ampliamento delle soglie per le procedure semplificate.

 

Di seguito il riassunto dettagliato dei contenuti, degli adempimenti e delle differenze principali.

 

Riepilogo contenuti e Novità 2026

La Guida 2026 conferma il sistema di diversificazione contributiva volto a favorire la riciclabilità degli imballaggi. Le principali novità riguardano:

  • Variazioni dei contributi: Modifiche ai valori del CAC per legno, vetro e specifiche fasce della plastica.
  • Plastica biodegradabile: Introduzione di una variazione tariffaria a partire dal 1° luglio 2026.
  • Procedure semplificate: Revisione dei contributi forfettari per l’importazione di imballaggi pieni.
  • Nuove procedure di rimborso: Inserimento di una modalità agevolata per le aziende esportatrici appartenenti a un medesimo gruppo aziendale.

Adempimenti per le Aziende

Gli obblighi variano in base al ruolo dell’azienda nella filiera:

  • Produttori e Importatori (Prima Cessione): Devono applicare il CAC in fattura al momento della cessione dell’imballaggio vuoto o del materiale di imballaggio all’utilizzatore.
  • Utilizzatori (Importatori di merci imballate): Devono dichiarare e versare il CAC sugli imballaggi delle merci importate (Modello 6.2).
  • Esportatori: Possono richiedere l’esenzione ex-ante (Plafond) o il rimborso ex-post per gli imballaggi esportati.
  • Termini dichiarativi: La dichiarazione periodica può essere mensile, trimestrale o annuale in base all’importo del contributo dovuto.

Differenze principali: Guida 2026 vs 2025

La transizione dal 2025 al 2026 vede una crescita delle soglie di rimborso e una rimodulazione tecnica di alcune tariffe:

Ambito

Guida 2025 Guida 2026
Soglia Rimborso 6.6 Bis 25.000€ 50.000 € (Raddoppiata per agevolare più imprese)
CAC Legno 9,00 €/t (dal 1° luglio 2025) 10,00 €/t (dal 1° gennaio 2026)
CAC Plastica B1.2 228,00 €/t 228,00 €/t (confermata, ma con ricollocazioni in fasce agevolate per alcune tipologie)
CAC Plastica Bio/Comp 130,00 €/t 246,00 €/t (dal 1° luglio 2026, incremento significativo)
CAC Vetro 35,00 €/t (dal 1° luglio 2025) 40,00 €/t (dal 1° gennaio 2026)
Import Semplificato (Tara) 114,00 €/t (dal 1° luglio 2025) 109,00 €/t (diminuzione dal 1° gennaio 2026)

Altri Aggiornamenti Rilevanti 2026

  • Ricollocazione imballaggi in plastica: Alcune tipologie sono state spostate in fasce più agevolate su richiesta delle associazioni, mentre gli accessori in PVC e quelli con carbon black restano in Fascia C.
  • Etichette: È stata completata la revisione della procedura semplificata per il calcolo forfettario su etichette in alluminio, carta e plastica.
  • Pallet in legno: Sono state fornite precisazioni specifiche sulle importazioni di pallet usati, riparati o selezionati.

 

Guida_Conai_2026


NUOVO DECRETO RIFIUTI N° 116/2020

Scarica e tieni con te: “Quattro chiacchiere sui rifiuti”

È entrato in vigore il Decreto Rifiuti n. 116/2020: come cambiano i principali adempimenti del produttore.

Il 26 settembre 2020 rappresenta una data importante per il settore ambientale e industriale italiano. È entrato, infatti, in vigore il D.Lgs. 116/2020, cosiddetto “Decreto Rifiuti”, con cui l’Italia recepisce due delle quattro direttive UE (la 2018/851 e la 2018/852), contenute nel “Pacchetto Economia Circolare”.

Tale decreto modifica in modo sostanziale la parte quarta del D.Lgs. 152/2006, cosiddetto Testo Unico Ambientale (TUA). A questo nuovo testo dovranno adeguarsi tutti i soggetti pubblici e privati che producono rifiuti e che operano in materia di gestione dei rifiuti, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio.

Di seguito si riportano, in estrema sintesi, le principali novità introdotte in materia di gestione dei rifiuti per i produttori, evidenziandone i punti salienti.

Obblighi di corretta gestione

L’art. 188 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce che il produttore è responsabile della corretta gestione dei rifiuti, provvedendo al loro trattamento direttamente, oppure mediante l’affidamento a soggetti debitamente autorizzati (intermediario, commerciante, ente o impresa che effettua operazioni di trattamento dei rifiuti, soggetto addetto alla raccolta o al trasporto di rifiuti pubblico o privato).

La consegna dei rifiuti ad uno di tali soggetti non costituisce esclusione automatica della responsabilità del produttore rispetto alle operazioni di effettivo recupero o smaltimento. A questo proposito, si attende di capire come la giurisprudenza interpreterà la formulazione “esclusione automatica”.

La responsabilità per il recupero o smaltimento dei rifiuti è esclusa nel caso in cui il produttore abbia conferito i rifiuti a soggetti autorizzati a svolgere tali attività e abbia ricevuto il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) controfirmato e datato dal destinatario, entro tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore.

Si conferma che la trasmissione della quarta copia può essere sostituita dall’invio mediante Posta Elettronica Certificata (PEC), rimanendo onere del trasportatore la conservazione del documento originale.

Inoltre, si sottolinea che ogni operatore è responsabile delle informazioni inserite e sottoscritte nella parte di propria competenza del FIR. In particolare, il trasportatore non è responsabile per quanto indicato dal produttore o dal detentore dei rifiuti e per le eventuali difformità tra la descrizione dei rifiuti e la loro effettiva natura e consistenza, fatta eccezione per le difformità riscontrabili in base alla comune diligenza.

Nel caso di conferimento dei rifiuti a soggetti autorizzati alle operazioni di raggruppamento D13, ricondizionamento D14 e deposito preliminare D15, la responsabilità dei produttori per il corretto smaltimento è esclusa a condizione che i produttori, oltre alla quarta copia del FIR, abbiano ricevuto un’attestazione di avvenuto smaltimento sottoscritta dal titolare dell’impianto. A questo proposito, non è chiaro perché l’attestazione sia relativa solo allo smaltimento (e non al recupero) e non viene definito un modello specifico di essa.

Si chiarisce, infine, che i costi della gestione dei rifiuti devono essere sostenuti dal produttore, nonché dai detentori che si succedono a vario titolo nelle fasi del ciclo di gestione.

Linea guira sulla Classificazione dei rifiuti

Sistema di tracciabilità dei rifiuti

L’art. 188-bis del D.Lgs. 152/2006 istituisce l’uso del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI).
Decreti successivi definiranno gli strumenti integrati nel RENTRI, tra cui il registro di carico e scarico e il formulario identificativo di trasporto, in formato digitale.

In attesa che il nuovo registro elettronico sia operativo, si conferma la validità del registro di carico e scarico e del FIR in uso.

Per i produttori, rimangono invariate le tempistiche delle annotazioni sui registri di carico e scarico, cioè almeno entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto e dallo scarico del medesimo.

Un’importante novità prevede che i registri, integrati con i FIR, siano conservati per tre anni, anziché cinque, dalla data dell’ultima registrazione.

I commi 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 11 dell’art. 190 del D.Lgs. 152/2006, a cui, per maggior rigore, si rimanda, riportano in dettaglio i soggetti esonerati dall’obbligo di tenuta del registro di carico e scarico ed i luoghi di conservazione di tale documento. Nella presente comunicazione si vuole sottolineare, in particolare, che le imprese e gli enti produttori aventi NON più di dieci dipendenti sono esonerati dalla tenuta del registro di carico e scarico per i soli rifiuti non pericolosi.

È escluso dall’obbligo del FIR il trasporto dei rifiuti speciali non pericolosi effettuato dal produttore in modo occasionale e saltuario, cioè non oltre cinque volte l’anno e senza eccedere la quantità giornaliera di 30 kg o di 30 litri.

Per quanto concerne i rifiuti oggetto di spedizioni transfrontaliere, il FIR è sostituito dai documenti già in uso previsti dal regolamento CE 1013/2006.

Infine, si evidenzia che nel caso di quantitativi limitati di rifiuti derivanti da attività di manutenzione e piccoli interventi edili, che non giustifichino l’allestimento di un deposito dove è svolta l’attività, il trasporto dal luogo di effettiva produzione alla sede può essere accompagnato dal Documento Di Trasporto (DDT), in alternativa al FIR, pur rimanendo obbligatoria l’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali per il trasporto. Si fa presente che la norma non definisce meglio né i “quantitativi limitati” né i “piccoli interventi edili”.

Classificazione: rifiuti urbani (slide ecocamere clicca qui: slide) e rifiuti speciali

L’art. 183 del D.Lgs. 152/2006, così come modificato dal D.Lgs. 116/2020, estende la definizione di rifiuto urbano ad alcuni rifiuti indifferenziati e da raccolta differenziata, cioè a quelli prodotti dalle attività riportate nell’allegato L-quinquies che sono simili per natura e composizione ai rifiuti domestici indicati nell’allegato L-quarter.

Tale modifica è rilevante solo ai fini del computo degli obiettivi di riciclo nazionale ed entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2021.

In sostanza, l’assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani comporta che nella percentuale di rifiuti che, da direttiva europea, l’Italia dovrà destinare al riciclo potranno essere considerati sia i rifiuti urbani che quelli industriali, mentre non va ad impattare sul soggetto che può gestire il rifiuto.

In materia di gestione dei suddetti rifiuti, il D.Lgs. 116/2020 introduce le seguenti novità:

  • le aziende non sono obbligate a rivolgersi ad un gestore pubblico per il conferimento dei propri rifiuti e possono scegliere il privato (art. 198 del D.Lgs. 152/2006 comma 2-bis)
  • le aziende che scelgono un operatore privato per la gestione dei propri rifiuti da avviare al recupero sono escluse dalla corresponsione della componente tariffaria rapportata alla quantità dei rifiuti conferiti (art. 238 del D.Lgs. 152/2006 comma 10)
  • le aziende che scelgono un operatore pubblico saranno vincolate a tale operatore per un periodo non inferiore a cinque anni (art. 238 del D.Lgs. 152/2006 comma 10). Pertanto, dal privato si può disdire, dal pubblico, invece, prima dei 5 anni non è consentito.

Si evidenzia, infine, che l’attribuzione dei Codici dei Rifiuti e delle caratteristiche di pericolo dovrà essere effettuata in base alle Linee Guida redatte, entro il 31 dicembre 2020, dal Sistema Nazionale per la protezione e la ricerca ambientale che saranno approvate con decreto del Ministero dell’Ambiente.

Per una lettura più specifica delle singole disposizioni, si rimanda al testo del D.Lgs. 116/2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n.226 del 11-09-2020).

https://www.ecocamere.it/dettaglio/notizia/441/attuazione-delle-direttive-europee-su-rifiuti-e-imballaggi

RENTRi

News:

Il Decreto Direttoriale n. 25 del 5 febbraio 2026 rappresenta il protocollo ufficiale di “disaster recovery” per la gestione del FIR digitale (X-FIR).

Esso stabilisce esattamente cosa devono fare gli operatori quando la tecnologia fallisce, distinguendo tra problemi centrali del sistema RENTRI e problemi locali dell’azienda.

Ambito di applicazione e canali di comunicazione

Il decreto si attiva esclusivamente in due scenari:

  • Caso A (Indisponibilità RENTRI): Mancanza di disponibilità dei servizi nazionali (server offline, errori API, blocchi del sistema di vidimazione).
  • Caso B iIndisponibilità operatore): Mancanza di connettività internet o servizi di autenticazione (SPID/CIE/CNS) presso l’operatore per cause di forza maggiore.

Verifica dello stato: L’operatore è tenuto a consultare la sezione “Avvisi” del portale RENTRI.

Se il portale RENTRI fosse anch’esso offline, il punto di riferimento diventa il sito dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Gestione operativa in Emergenza (allegato 1 e 2)

  1. Fase di Partenza (Emissione e Vidimazione)

Se il servizio di vidimazione digitale è bloccato, il decreto prevede:

  • Pre-vidimazione (mitigazione): Si raccomanda agli operatori di tenere una scorta di FIR digitali già vidimati (ma non ancora compilati) per coprire il fabbisogno di breve periodo.
  • Passaggio al cartaceo: Se non è possibile emettere il FIR digitale, l’operatore deve utilizzare il modello di FIR cartaceo (ex D.M. 59/2023).

In questo caso, il FIR deve essere vidimato tramite i servizi di supporto del RENTRI (se disponibili) o seguire le vecchie procedure di vidimazione se tutto il sistema è compromesso.

  • Annotazione obbligatoria: Sul FIR cartaceo emesso per problemi di connettività locale va riportata la dicitura: “FIR emesso in modalità cartacea ai sensi di quanto previsto dall’Allegato 2 al Decreto Direttoriale ECB n. 25 del 5.2.2026.
  1. Fase di Trasporto e Integrazioni

Se durante il trasporto si verificano eventi che richiedono modifiche (es. cambio mezzo, respingimento parziale, trasbordo) e il sistema digitale non risponde:

  • Integrazione su stampa: Il trasportatore utilizza la copia cartacea (stampa del FIR digitale) prodotta alla partenza. Le modifiche vanno annotate a penna sulla stampa.
  • Sottoscrizione: In emergenza, le firme digitali sono sostituite dalla firma autografa apposta sulla stampa cartacea.
  1. Fase di arrivo e accettazione (c/o il destinatario)

Se il destinatario non può accedere al RENTRI per confermare il peso a destino o l’accettazione:

  1. Il destinatario annota l’esito della pesata e le eventuali riserve sulla stampa del FIR portata dal trasportatore.
  2. Appone la propria firma autografa.
  3. Il trasportatore deve acquisire la prova di questa firma (fotocopia o scansione) per chiudere la propria responsabilità.

Obblighi di sanatoria e trasmissione dati

Una volta ripristinata la normalità, gli adempimenti cambiano a seconda della causa:

  1. Se il problema era del RENTRI: Gli operatori devono trasmettere i dati appena il servizio torna disponibile.

Il sistema non sanzionerà il ritardo se l’invio avviene entro il primo giorno lavorativo successivo alla risoluzione dell’evento pubblicata sul portale.

  1. Se il problema era dell’Operatore (connettività locale):
    • L’operatore deve inviare una PEC a dit.rentri@pec.it.
    • Deve allegare il modulo “Dichiarazione di indisponibilità” (presente nell’appendice del decreto), specificando l’inizio e la fine del disservizio.
    • I dati dei FIR cartacei emessi in questo lasso di tempo dovranno essere recuperati nei registri di carico e scarico citando gli estremi del decreto.

Tabella riassuntiva

Situazione Operativa Azione Immediata Supporto Documentale Adempimento Post-Emergenza
Server RENTRI Offline (alla partenza) Emissione FIR cartaceo Modello FIR D.M. 59/2023 Nessun recupero dati su RENTRI (fa fede il cartaceo)
Connettività Azienda KO (alla partenza) Emissione FIR cartaceo con dicitura DD 25/2026 Modello FIR D.M. 59/2023 + Dichiarazione Allegato 2 Invio PEC a RENTRI + annotazione su Registro Carico/Scarico
Errore Firma Digitale (durante il trasporto) Firma autografa su stampa cartacea del FIR Stampa del FIR digitale prodotta alla partenza Trasmissione dati non appena possibile (max 1 gg lavorativo)
Destinatario senza internet Accettazione manuale su stampa cartacea Copia del FIR con note e pesi a penna Il destinatario deve caricare i dati a sistema appena ripristinato il link
Servizi Manutenzione Programmata Vietato l’uso del DD 25/2026 Bisogna anticipare le operazioni Pianificazione anticipata (le procedure di emergenza non valgono)

Note News RENTRI:

  • Manutenzione Ordinaria vs Incidenti: Il decreto non si applica durante le finestre di manutenzione comunicate preventivamente dal MASE. In quei casi, l’operatore deve organizzarsi in anticipo.
  • Responsabilità del Trasportatore: È fondamentale che il trasportatore abbia sempre con sé una copia cartacea di cortesia del FIR digitale, poiché in caso di controllo stradale in zona d’ombra (senza segnale 4G/5G), quella stampa è l’unico documento che attesta la legalità del trasporto.

 

In base all’Appendice dell’Allegato 2 del Decreto Direttoriale n. 25 del 5 febbraio 2026, ecco il testo della dichiarazione che le aziende devono compilare e inviare via PEC (all’indirizzo dit.rentri@pec.it) in caso di problemi di connettività locale o di autenticazione.

 

DICHIARAZIONE DI INDISPONIBILITÀ TEMPORANEA DEI SERVIZI DI CONNETTIVITÀ O DI AUTENTICAZIONE DIGITALE

(Ai sensi dell’Allegato 2 al Decreto Direttoriale n. 25 del 05/02/2026)

 

  1. DATI DELL’OPERATORE
  • Denominazione/Ragione Sociale: ________________________________________
  • Codice Fiscale/Partita IVA: ________________________________________________
  • Sede Legale: _____________________________________________________________
  • Indirizzo PEC di riferimento: ___________________________________________

 

  1. OGGETTO DELLA DICHIARAZIONE

Il sottoscritto ______________________________, in qualità di Legale Rappresentante / Soggetto Delegato, dichiara sotto la propria responsabilità che l’operatore sopra indicato si è trovato nell’impossibilità di utilizzare i servizi RENTRI per la gestione del FIR digitale a causa di:

  • [ ] Indisponibilità temporanea della connettività Internet
  • [ ] Indisponibilità dei servizi di autenticazione digitale (SPID/CIE/CNS)

 

  1. PERIODO DI INDISPONIBILITÀ
  • Data e ora di inizio dell’evento: __/__/2026 ore ________
  • Data e ora di fine dell’evento: __/__/2026 ore ________

 

  1. ELENCO DEI FORMULARI EMESSI IN MODALITÀ CARTACEA

Durante il periodo di indisponibilità sopra indicato, sono stati emessi i seguenti FIR in formato cartaceo (ai sensi del D.M. 59/2023), riportanti la dicitura prevista dal DD 25/2026:

  1. Numero FIR: ______________ Data: ______________
  2. Numero FIR: ______________ Data: ______________
  3. Numero FIR: ______________ Data: ______________

(Aggiungere righe se necessario)

 

  1. DICHIARAZIONE DI RESPONSABILITÀ

Il sottoscritto dichiara che la causa dell’indisponibilità è dovuta a ragioni al di fuori del proprio controllo e non imputabile a scarsa manutenzione o negligenza dei propri sistemi informatici. Si impegna altresì a conservare la documentazione tecnica comprovante il disservizio (es. segnalazione al provider, screenshot di errore).

 

Luogo e Data

____________________, lì //2026

 

Firma (Digitale)

-<>-<>-

Istruzioni per l’invio:

  1. Copia e incolla il testo sopra in un documento Word.
  2. Compila i campi con le informazioni della tua azienda e i numeri dei FIR cartacei usati in emergenza.
  3. Firma digitalmente il file (formato CAdES o PAdES).
  4. Invia via PEC a dit.rentri@pec.it entro il primo giorno lavorativo successivo al ripristino della connettività.

Nota bene: Ricorda di conservare copia di questa dichiarazione insieme ai registri di carico e scarico per eventuali controlli da parte delle autorità competenti.

Decreto Direttoriale n° 25 del 05 febbraio 2026

Allegati al Decreto Direttoriale n° 25 del 05 febbraio 2026

Una Guida Tecnica Approfondita per la Transizione Digitale della Tracciabilità dei Rifiuti

A partire dal 13 febbraio 2025, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti RENTRI è diventato operativo per i primi soggetti obbligati.

Per supportare gli operatori in questa fase di transizione, lo Studio Barbara Calvi ha inserito nel proprio sito internet due strumenti utili:

  • una GUIDA  redatta dall’ANCE: una guida pratica per orientarsi tra le nuove procedure e adempimenti previsti dal RENTRI.
  • Vademecum dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali: un vademecum con informazioni utili per la gestione dei rifiuti nel rispetto delle normative ambientali.

Questi strumenti sono stati realizzati per aiutare gli operatori a ridurre le problematiche nell’uso del Portale RENTRI e ad adempiere correttamente agli obblighi di legge.

Lo Studio Barbara Calvi rimane a disposizione per eventuali chiarimenti e supporto nell’utilizzo del RENTRI.

Il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI) rappresenta un cambiamento epocale nella gestione dei rifiuti in Italia. Questo sistema digitale, introdotto dal D.Lgs 116/2020 e disciplinato dal Decreto Ministeriale 59/2023 e dai successivi decreti direttoriali, mira a digitalizzare e centralizzare la tracciabilità dei rifiuti, rendendo il processo più efficiente, trasparente e controllabile.

Guida ANCE 2025 – RENTRI le istruzioni per le imprese di costruzione

RENTRI Vademecum digitale per imprese e associazioni

Unioncamere_Lombardia_Rentri gestori_2_2025

L’iscrizione al RENTRI: Come avviene

L’iscrizione al RENTRI, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, è un processo online che richiede l’accesso all’Area Operatori del portale dedicato.

Ecco i passaggi principali:

  1. Primo Accesso e Nomina Incaricati:
    • Il Legale Rappresentante: Inizia il processo accedendo all’Area Operatori del sito RENTRI utilizzando le proprie credenziali SPID, CNS o CIE.
    • Nomina degli Incaricati: Una volta all’interno, il Legale Rappresentante può nominare uno o più incaricati che avranno accesso al sistema per gestire le operazioni relative al RENTRI per conto dell’azienda o ente.

Ai sensi del manuale RENTRI l’incaricato può nominare dei sub incaricati, per questo SUGGERIAMO (anche se non è obbligatorio) di predisporre delle lettere di incarico segnalando se l’incaricato può o meno nominare sub-incaricati.

lettera incarico

Tale documento – non obbligatorio – contiene anche due codici QR per facilitare l’accesso alle informazioni:

  • Primo QR Code: Scansionando questo codice, verrete indirizzati alla pagina del portale RENTRI dove sono disponibili i manuali d’uso. Questi manuali vi guideranno nell’utilizzo corretto della piattaforma.

  • Secondo QR Code: Questo codice vi condurrà a una presentazione con slide che illustrano nel dettaglio il funzionamento di RENTRI, dei registri e del FIR. Al termine della presentazione, è previsto un breve test per verificare la vostra comprensione degli argomenti trattati.

  1. Procedura di Iscrizione:
    • Una volta all’interno dell’Area Operatori (come Legale Rappresentante o incaricato), cerca la sezione dedicata all’iscrizione al RENTRI.
    • Segui le istruzioni fornite per compilare il modulo di iscrizione. Dovrai fornire informazioni dettagliate sulla tua azienda o ente, inclusi dati anagrafici, recapiti, tipologie di rifiuti prodotti, ecc.
    • Assicurati di avere a portata di mano tutti i documenti necessari, come visure camerali o altri certificati che potrebbero essere richiesti.
    • Completa la procedura di iscrizione seguendo le istruzioni fino alla conferma finale.

 

Quadro Normativo e Struttura del RENTRI

Il RENTRI si inserisce in un quadro normativo complesso, che comprende:

  • Codice dell’Ambiente (D.Lgs 152/06 e s.m.i.): fornisce la base giuridica per la tracciabilità dei rifiuti, con articoli specifici dedicati a MUD, registro di carico e scarico e formulario di identificazione.
  • Decreto Attuativo 59/2023: definisce le regole operative del RENTRI, inclusi i nuovi formati digitali per il registro e il formulario.
  • Decreti Direttoriali:
    • Settembre 2023: definisce le scadenze per l’iscrizione al RENTRI.
    • Novembre 2023: stabilisce le modalità operative per la trasmissione dei dati al RENTRI.
    • Dicembre 2023: fornisce istruzioni dettagliate per la compilazione dei nuovi modelli di registro e formulario.

Il RENTRI è strutturato in due sezioni principali:

  • Sezione Anagrafica: contiene i dati identificativi degli operatori iscritti, importati automaticamente dall’Albo Gestori Ambientali e dal Catasto Rifiuti, garantendo l’allineamento con le informazioni ufficiali.
  • Sezione Tracciabilità: raccoglie i dati ambientali relativi ai movimenti dei rifiuti, trasmessi digitalmente attraverso i nuovi modelli di registro di carico e scarico e formulario di identificazione. Questa sezione consente di ricostruire in modo completo e dettagliato il flusso dei rifiuti, dalla produzione al trattamento finale.

 

Soggetti Obbligati all’Iscrizione

L’iscrizione al RENTRI è obbligatoria per un’ampia gamma di operatori:

  • Gestori di rifiuti:
    • Impianti di trattamento (recupero e smaltimento).
    • Trasportatori di rifiuti professionali.
    • Commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione.
    • Consorzi per il recupero e riciclaggio di specifiche tipologie di rifiuti.
  • Produttori di rifiuti:
    • Pericolosi: tutti i produttori, indipendentemente dal numero di dipendenti.
    • Non pericolosi: imprese ed enti con più di 10 dipendenti che producono rifiuti nell’ambito di attività specifiche (industriali, artigianali, trattamento acque, ecc.) o che sono già obbligati alla presentazione del MUD.
  • Delegati dei produttori: associazioni imprenditoriali o società di servizi che possono gestire l’iscrizione e la trasmissione dei dati per conto dei produttori.

 

Scadenze e Modalità di Iscrizione

L’iscrizione avviene esclusivamente online attraverso il portale del RENTRI, integrato nell’Albo Gestori Ambientali. L’accesso richiede l’utilizzo di credenziali SPID, CNS o CIE.

Le scadenze sono differenziate in base alla tipologia di operatore:

  • 15 dicembre 2024 – 13 febbraio 2025: gestori di rifiuti e produttori di rifiuti pericolosi e non pericolosi con più di 50 dipendenti.
  • 15 giugno 2025 – 14 agosto 2025: produttori di rifiuti pericolosi e non pericolosi con più di 10 e fino a 50 dipendenti.
  • 15 dicembre 2025 – 13 febbraio 2026: restanti produttori di rifiuti pericolosi.

Il sistema è “aperto”, consentendo l’iscrizione anticipata rispetto alla propria scadenza. L’iscrizione prevede il pagamento di un contributo annuale, differenziato in base al numero di dipendenti e alla tipologia di rifiuti gestiti, e di un diritto di segreteria una tantum.

 

Nuovi Modelli e Procedure

Dal 13 febbraio 2025 tutti gli operatori, anche quelli non ancora iscritti al RENTRI, dovranno utilizzare i nuovi modelli di registro di carico e scarico e formulario di identificazione.

  • Registro di carico e scarico:
    • Digitale: obbligatorio per gli iscritti al RENTRI, con trasmissione mensile dei dati entro la fine del mese successivo a quello di riferimento.
    • Cartaceo vidimato digitalmente: per i non iscritti, con vidimazione tramite il portale RENTRI e successiva tenuta in formato cartaceo.
  • Formulario di identificazione (FIR):
    • Cartaceo vidimato digitalmente: obbligatorio per tutti fino al 13 febbraio 2026.
    • Digitale: obbligatorio dal 13 febbraio 2026 per gli iscritti al RENTRI, con trasmissione dei dati relativi ai rifiuti pericolosi entro i termini previsti (10 giorni per produttore e trasportatore, 2 giorni per l’impianto).

 

 

Compilazione dei Nuovi Modelli: Aspetti Chiave e Criticità

 

Registro di Carico e Scarico

Il nuovo modello introduce importanti cambiamenti:

  • Causale dell’operazione: maggiore dettaglio nella descrizione delle operazioni di carico e scarico.
  • Provenienza: distinzione tra rifiuti urbani e speciali.
  • Stato fisico: nuova categoria “vischioso”.
  • Quantità accettata: obbligatoria per gli impianti, incentivando una maggiore precisione nella gestione dei rifiuti.
  • Esiti del conferimento: tracciamento degli esiti (accettazione totale o parziale, respingimento) e delle relative motivazioni.
  • Dati degli operatori: sezione dedicata per impianti e intermediari, migliorando la trasparenza della catena di gestione.
  • Rettifiche: possibilità di correggere le registrazioni, con tracciamento delle modifiche e dell’utente che le ha effettuate.

 

Formulario di Identificazione (FIR)

Il nuovo FIR presenta le seguenti novità:

  • Produttore e detentore: distinzione più chiara tra le due figure.
  • Intermediario: campo obbligatorio, con possibilità di gestire trasporti multi-fase.
  • Analisi e classificazione: maggiore dettaglio sulle caratteristiche dei rifiuti.
  • ADR: informazioni specifiche per il trasporto di merci pericolose.
  • Aspetto esteriori: indicazione se il rifiuto è in colli o alla rinfusa.
  • Micro raccolta: sezione attualmente sospesa, in attesa di chiarimenti normativi.
  • Accettazione parziale o respingimento: gestione semplificata delle anomalie nei conferimenti.
  • Situazioni particolari durante il trasporto: campi dedicati per trasbordo, sosta tecnica e cambio di destinazione.

 

Criticità e Soluzioni

Nonostante i miglioramenti introdotti, i nuovi modelli presentano alcune criticità:

  • Complessità apparente: la struttura dei modelli e le istruzioni di compilazione possono risultare complesse, soprattutto per gli operatori meno esperti. È fondamentale consultare attentamente la documentazione ufficiale e partecipare a corsi di formazione specifici.
  • Incertezze interpretative: alcuni aspetti delle istruzioni richiedono chiarimenti da parte del Ministero, come la gestione dei Centri di Raccolta Comunale nel registro.
  • Adeguamento dei sistemi gestionali: gli operatori dovranno aggiornare i propri software per garantire la compatibilità con i nuovi modelli e le procedure di trasmissione dei dati al RENTRI.

 

Sanzioni

Il mancato rispetto delle nuove disposizioni comporta sanzioni amministrative:

  • Mancata o irregolare iscrizione al RENTRI: da 500€ a 2000€ (rifiuti non pericolosi), da 1000€ a 3000€ (rifiuti pericolosi).
  • Mancata o incompleta trasmissione dei dati: da 500€ a 2000€ (rifiuti non pericolosi), da 1000€ a 3000€ (rifiuti pericolosi).
  • Errata compilazione o tenuta del registro e del formulario: sanzioni previste dall’articolo 258 del D.Lgs 152/06, analoghe a quelle per il MUD.

 

Conclusioni

Il RENTRI rappresenta una sfida e un’opportunità per tutti gli operatori del settore dei rifiuti. La transizione digitale richiederà un adeguamento organizzativo e tecnologico, ma porterà benefici in termini di efficienza, trasparenza e controllo, favorendo la promozione di un’economia circolare e sostenibile.

È fondamentale che gli operatori si informino adeguatamente, consultando la documentazione ufficiale e partecipando a iniziative formative, e si preparino per tempo all’iscrizione e all’utilizzo del RENTRI.

Il RENTRI rappresenta un importante passo avanti nella gestione e tracciabilità dei rifiuti in Italia, in linea con le direttive europee. È fondamentale che tutti i soggetti coinvolti si preparino adeguatamente all’entrata in vigore del nuovo sistema, informandosi sulle nuove procedure e scadenze, e sfruttando le risorse disponibili, come la sezione demo del portale RENTRI e le FAQ.

 

Nota: Le informazioni fornite in questo documento sono basate sulle normative vigenti al 26 agosto 2024.

Si consiglia di consultare sempre le fonti ufficiali per eventuali aggiornamenti o chiarimenti.

 

Disclaimer: Questo documento ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza legale o professionale. In caso di dubbi specifici, si raccomanda di rivolgersi a un esperto qualificato.

 

 

 


RENTRI Registro elettronico per la tracciabilità dei rifiuti

A seguito del recepimento del Circular Economy Package (CEP), viene eliminato il SISTRI dalla normativa primaria. Questo in particolare con la riforma dell’art.188-bis del D.Lgs. 152/2006 e, s.m.i., operata per tramite del D.Lgs. 116/2020.
Sono quindi poste le basi per la successiva realizzazione di un nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti; il sistema è basato su un dispositivo hardware denominativo Registro Elettronico Nazionale (REN). Da cui l’appellativo RENTRI (Registro Elettronico Nazionale Tracciabilità Rifiuti) dato al nuovo progetto, che vedrà la luce dopo il positivo riscontro ad un periodo di sperimentazione, avviato nel giugno 2021.

Con il D.L. 135/2018 nasce il c.d. “Registro elettronico”.

Che cos’è

Con la L. 12/2019, al comma 3, si prevede la creazione del c.d. “Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti”. Contrariamente al SISTRI, sarà il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) a gestire il sistema.

Chi è obbligato

Il Legislatore prevede, fra i soggetti obbligati all’iscrizione ad esso:

  • enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti, i produttori di rifiuti pericolosi;
  • gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che operano in qualità di commercianti ed intermediari di rifiuti pericolosi;
  • i Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti.

Un insieme decisamente più ampio rispetto a quello della platea dei soggetti obbligati al c.d. “cartaceo”.

Modalità e adempimenti

Mediante opportuno Decreto, che sancirà l’avviamento del nuovo sistema, si definiranno:

  • modalità di organizzazione e funzionamento del Registro elettronico nazionale;
  • modalità di iscrizione dei soggetti obbligati e di coloro che intendano volontariamente aderirvi;
  • gli adempimenti cui i medesimi sono tenuti, secondo criteri di gradualità per la progressiva partecipazione di tutti gli operatori.

Fino alla data di piena operatività del Registro elettronico nazionale l’unico modello di tracciamento è quindi rappresentato da quello “cartaceo”.

Vantaggi

La riforma del sistema di tracciabilità informatica dei rifiuti assolve una serie di funzioni. Tra queste:

  • consentire la trasmissione dei dati da parte di tutti gli operatori (produttori, trasportatori, gestori dei rifiuti);
    • ottenere maggiore omogeneità e fruibilità dei dati;
    • ridurre gli oneri amministrativi e burocratici a carico delle imprese in un’ottica di semplificazione e proporzionalità;
    • garantire l’omogeneità e la fruibilità dei dati, per una maggiore efficacia delle attività di controllo;
    • consentire il miglioramento delle strategie di economia circolare e dell’individuazione dei fabbisogni impiantistici:
    • modificare il sistema sanzionatorio.

Come sarà regolamentato il RENTRI

Il RENTRI si basa su procedure e strumenti di tracciabilità di cui al “Registro elettronico nazionale” e avrà il supporto tecnico operativo dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali (ANGA).
Dovrà essere quindi disciplinato mediante uno o più atti regolamentari che andranno a regolamentare:

  • aspetti riguardanti organizzazione e funzionamento dello stesso;
  • nuovi tracciati record di registri e formulari;
  • operazioni relative alla loro compilazione, vidimazione e tenuta in formato digitale;
  • modalità di iscrizione al sistema da parte dei soggetti passivi;
  • sistema per la verifica e l’invio della comunicazione dell’avvenuto recupero o smaltimento dei rifiuti. Questo al fine di consentire l’interoperabilità con i sistemi gestionali degli utenti, pubblici e privati, attraverso apposite interfacce.

E’ previsto un periodo di sperimentazione, preliminare all’attuazione vera e propria, caratterizzata, all’insegna della sostenibilità economico-finanziaria e dalla semplificazione amministrativa.

Come è articolato il RENTRI, Registro elettronico nazionale

Materialmente il Registro sarà ospitato presso la competente struttura organizzativa del Ministero della Transizione Ecologica, ed articolato in due sezioni:

  • anagrafica: riporta i dati relativi ai soggetti iscritti e, soprattutto quelli relativi alle informazioni riguardanti le specifiche autorizzazioni rilasciate agli stessi per l’esercizio di attività inerenti alla gestione dei rifiuti;
  • tracciabilità: riporta i dati veri e propri riferibili al ciclo di vita compiuto e tracciato mediante il sistema.

Manuale di accesso al portale RENTRI per l’iscrizione degli operatori

Materiale informativo (slide) sul RENTRI. MODULO n° 1

Modalità Operative Trasmissione dei dati al Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI),

Aria

Lo studio Calvi Barbara verifica lo stato delle vostre autorizzazioni e l’applicabilità delle normative vigenti.

Mediante un nostro partner campioniamo i fumi.

Richiediamo nuove autorizzazioni anche mediante le nuove disposizioni AUA (Autorizzazione Unica Ambientale data dal DPR 59/2013 entrata in vigore il 13.06.13 ed il Decreto applicativo il DPCM del 08.05.2015 entrato in vigore il 30.06.2015.)

Verifichiamo se è necessario applicare il piano gestione dei solventi ed in caso di applicazione redigiamo il piano annuale e la relazione tecnica (articolo 275 del D.Lgs 152/06 e successive modifiche ed integrazioni).


Nota:

Molte autorizzazioni contengono tra le prescrizioni la compilazione di un registro di manutenzione dei punti di emissione. Qui di seguito trovate un esempio di registro elaborato dall’ARPA dell’Emilia Romagna ESEMPIO di Registro punti emissioni


Il gestore che intende installare un impianto nuovo o trasferire un impianto da un luogo ad un altro (art. 269 del D.l.gs. 152/06) presenta all’autorità competente una domanda di autorizzazione, accompagnata dal progetto dell’impianto in cui sono descritte:

  • la specifica attività a cui l’impianto è destinato;
  • le tecniche adottate per limitare le emissioni e la quantità e la qualità di tali emissioni;
  • le modalità di esercizio e la quantità;
  • il tipo e le caratteristiche merceologiche dei combustibili di cui si prevede l’utilizzo;
  • per gli impianti soggetti a tale condizione, il minimo tecnico definito tramite i parametri di impianto che lo caratterizzano;
  • una relazione tecnica che descrive il complessivo ciclo produttivo in cui si inserisce la specifica attività cui l’impianto è destinato ed indica il periodo previsto intercorrente tra la messa in esercizio e la messa a regime dell’impianto.

 

REGIMI PARTICOLARI

 

Se nello stesso luogo sono esercitate, mediante uno o più impianti o macchinari e sistemi non fissi o operazioni manuali, una o più attività individuate nella parte II dell’Allegato III alla parte quinta del presente decreto le quali superano singolarmente le soglie di consumo di solvente ivi stabilite, a ciascuna di tali attività si applicano i valori limite per le emissioni convogliate e per le emissioni diffuse di cui al medesimo Allegato III, parte III, oppure i valori limite di emissione totale di cui a tale Allegato III, parti III e IV, nonchè le prescrizioni ivi previste.

http://www.provincia.fi.it/fileadmin/assets/Ambiente/aria/Allegato_III_parte_II.pdf

Tale disposizione si applica anche alle attività che, nello stesso luogo, sono direttamente collegate e tecnicamente connesse alle attività individuate nel suddetto Allegato III, parte II, e che possono influire sulle emissioni di COV. Il superamento delle soglie di consumo di solvente è valutato con riferimento al consumo massimo teorico di solvente autorizzato.

 

MEDI IMPIANTI DI COMBUSTIONE

 

Il D.lgs. 183 del 2017 introduce una specifica disciplina per i “medi impianti di combustione”, ossia «impianti di combustione di potenza termica nominale pari o superiore a 1 MW e inferiore a 50 MW, inclusi i motori e le turbine a gas alimentati con i combustibili previsti all’allegato X alla Parte Quinta o con le biomasse rifiuto previste all’allegato II alla Parte Quinta».

Per tali impianti è previsto il rilascio di apposite autorizzazioni alle emissioni:

  • l’autorizzazione alle emissioni di carattere ordinario (articolo 269 Codice ambiente) o di carattere generale (articolo 272, comma 3-bis, Codice ambiente);
  • l’autorizzazione integrata ambientale (AIA), in caso di installazioni rientranti nel campo di applicazione di tale disciplina;
  • l’autorizzazione (ordinaria o semplificata, disciplinata rispettivamente dagli artt. 208 e 214 del Codice) per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti, in caso siano presenti medi impianti di combustione alimentati con le biomasse derivanti da rifiuto previste all’allegato II alla Parte Quinta del Codice.

Disposizioni transitorie per i medi impianti di combustione esistenti al 19 dicembre 2017 (data di entrata in vigore del D.L.gs n. 183 del 15/11/17).

emissioni

Acqua

Come da definizione riportata all’articolo 74 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i. per scarico s’intende qualsiasi immissione di acque reflue effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore (acque superficiali, suolo, sottosuolo e rete fognaria), indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione.

Le acque reflue si dividono in categorie a seconda della provenienza degli scarichi:

  1. acque reflue urbane: acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue domestiche, di acque reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento convogliate in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato (D.Lgs. 152/06, Parte Terza, Art. 74);
  2. acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche (D.Lgs. 152/06, Parte Terza, Art. 74);
  3. acque reflue industriali: qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici o impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento.

Cosa prevede la normativa

La regola fondamentale che presiede alla materia è che “tutti gli scarichi devono essere autorizzati” (art. 45, comma 1, D.Lgs. 152/1999) dall’autorità competente in quanto sono disciplinati in funzione del rispetto degli obiettivi di qualità dei corpi idrici recettori e devono comunque rispettare i valori limite previsti dall’allegato 5 alla parte terza del D.Lgs. 152/2006. I valori limite sono indicati in tabelle differenziate, contenute in detto allegato, a seconda della tipologia di scarico e del corpo recettore.

Scarichi su suolo e sottosuolo

Gli scarichi nel sottosuolo derivanti da qualsiasi attività civile o industriale sono categoricamente vietati, mentre quelli su suolo o strati superficiali del sottosuolo sono di norma vietati fatta eccezione per quelli domestici (RR 3/2006) e per quelli derivanti da attività industriali o urbane. Tale ultima eccezione è ammessa qualora risulti tecnicamente impossibile o eccessivamente oneroso, a fronte dei benefici ambientali, scaricare in acque superficiali, in relazione ai criteri stabiliti nell’Allegato 5 alla Parte Terza del D.Lgs. 152/2006 (paragrafo 2). È permesso in ogni caso lo scarico sul suolo o strati superficiali del sottosuolo degli scaricatori di piena, delle acque provenienti dalla lavorazione delle rocce native, delle acque meteoriche raccolte mediante fognatura separata, delle acque derivanti dallo sfioro dei serbatoi idrici.

Scarichi in corpi idrici superficiali

Gli scarichi di acque reflue urbane in corpi idrici superficiali devono rispettare i limiti fissati alle tabelle 1 e 2 del D.Lgs. 152/06, riportate nell’Allegato 5 alla Parte Terza del medesimo decreto.

Gestione degli scarichi

La tutela delle acque è una tipica competenza delle Regioni attraverso gli strumenti di pianificazione previsti dal D.Lgs.152/06. Attraverso i Piani di tutela delle acque e i Piani di gestione del bacino idrografico, le Regioni individuano i principali apporti inquinanti e il loro effetto sulla qualità dai corpi idrici.

Sono poi le Province, che ai sensi del D.Lgs. 152/06 e dei Regolamenti Regionali n. 3 e 4 del 24/03/06, hanno la competenza al rilascio delle autorizzazioni allo scarico in corso d’acqua superficiale (fiumi, torrenti, rogge, laghi e canali, sia naturali sia artificiali), su suolo o negli strati superficiali del sottosuolo e in falda, per le seguenti tipologie di scarichi:

    • acque reflue domestiche e assimilate;
    • acque meteoriche di dilavamento di prima e di seconda pioggia e acque di lavaggio di aree esterne;
    • acque reflue urbane (reti fognarie comunali);

acque di processo (industriali);

  • acque di raffreddamento e acque utilizzate negli impianti di scambio termico (pompe di calore).

Le informazioni relative agli scarichi vengono raccolte in banche dati, che permettono di individuare e localizzare tutti gli scarichi allo scopo di conoscere le fonti potenziali d’inquinamento e i principali agenti inquinanti relativamente ai rispettivi corpi idrici ricettori.

Per gestire meglio le attività di autorizzazione le Province effettuano talvolta il censimento degli scarichi in corso d’acqua superficiale, attraverso indagini conoscitive mirate all’individuazione di tutti gli scarichi che confluiscono nei vari corsi d’acqua. Lo scopo è quello di individuare tutti gli scarichi presenti e determinarne l’origine, la natura, la posizione territoriale, accertarne i titolari e lo stato autorizzativo.

Le richieste di autorizzazione allo scarico in fognatura sono valutate tecnicamente dalle ATO (Ambito Territoriale Ottimale); l’autorizzazione allo scarico è rilasciata dalla Provincia nell’ambito dei procedimenti unici o integrati (AIA, AUA, art. 12 D.lgs 387/2003, VIA).


Denuncia annuale scario acque reflue industriali e/o di prima pioggia in pubblica fognatura

Si ricorda a tutti i soggetti titolari di uno scarico in pubblica fognatura di acque reflue industriali e/o di prima pioggia l’obbligo di presentare la denuncia annuale degli elementi, ovverosia, la denuncia contenete gli elementi necessari alla definitiva determinazione della tariffa per i servizi di raccolta, allontanamento, depurazione e scarico delle acque reflue industriali e/o di prima pioggia relativi all’anno precedente.

Vengono fatti salvi termini diversi previsti dai singoli Enti Gestori (ex Consorzi) presso i quali sono anche reperibili i moduli e le indicazioni sulle varie modalità di presentazione.

Riportiamo le principali scadenze a secondo dell’ente gestore:

Uniacque Bergamo è stata il 31 gennaio

Lario Reti Holding Lecco 28 febbraio – di cui si allega il modulo per la compilazione

Secam Sondrio 31 gennaio

Metropolitana Milanese – Città di Milano

Il termine per la presentazione della denuncia è il 31 gennaio attraverso i moduli reperibili sul sito dello stesso Gestore

Amiacque – Città Metropolitana di Milano

Il termine per la presentazione della denuncia è il 31 gennaio. La denuncia deve essere compilata online con il programma messo a disposizione da Amiacque o, in alternativa, utilizzando il modulo cartaceo che può essere scaricato direttamente dal sito.

Brianzacque – Provincia di Monza e Brianza

Brianzacque prevede due distinte scadenze in base alla modalità di presentazione scelta dall’utente:

  • entro il 15 Marzo, se la denuncia è presentata online.
  • entro il 28 Febbraio, se la presentazione della denuncia avviene in forma cartacea. ll documento dovrà essere autenticato con il timbro dell’azienda, la firma del legale rappresentante e spedita, unitamente ad eventuali allegati, solo ed esclusivamente al seguente indirizzo: “BrianzAcque S.r.l. Viale Enrico Fermi, 105 – 20052 Monza”

Società Acqua Lodigiana – Provincia di Lodi

Entro il 31 gennaio attraverso la presentazione dell’apposito modulo scaricabile direttamente dal sito del Gestore.24_MODULO_lrh_denuncia_degli_elementi_v04.2_240518


Amianto

Lo studio vi assiste nella redazione del Documento di valutazione del rischio amianto, nella verifica dello stato di conservazione delle coperture di cemento – amianto (eternit = amianto in fibra compatta).

Eseguiamo, in caso di dubbio, le analisi di laboratorio per la verifica della presenza di amianto all’interno di manufatti.

Vi ricordate quali sono gli obblighi? Avete fatto il censimento entro il 31.01.2013?

Avete conferito l’incarico a persona esperta per la gestione del manufatto?

IMPORTANTE in Regione Lombardia la BONIFICA dell’amianto è da attuare entro il 16 gennaio 2016! TALE TERMINE NON È PERENTORIO.

A gennaio era stata pubblicata da questo studio una circolare errata. Essa riguardava l’obbligo di provvedere alla bonifica di manufatti in amianto entro il 16.01.2016. Tale notizia era stata ripresa da alcuni siti ancora oggi on-line (www.amianto.lombardia.it/ piuttosto che http://naturagiuridica.blogspot.it, www.imecosrl.net e numerosi altri) che confermano l’esistenza di questa scadenza che sarebbe stata fissata da Regione Lombardia attraverso l’approvazione del Piano Regionale Amianto Lombardia (P.R.A.L.). Poiché alcune persone avevano sollevato dubbi riguardo questa notizia, si è provveduto ad approfondire l’argomento contattando direttamente la Direzione Generale Sanità di Regione Lombardia che ha cortesemente risposto. Ecco lo stralcio della risposta: “…si conferma che il termine del 31 dicembre 2015 individuato dalla deliberazione della Giunta regionale n. VIII/1526 del 22.12.2005 di approvazione del PRAL era da riferirsi ad obiettivo strategico, senza effetto sul cittadino: la deliberazione sotto il profilo amministrativo non determina alcun obbligo; ad oggi, non sussiste profilo sanzionatorio in capo ai proprietari che non rimuovano entro detto termine. L’obbligo di rimozione in capo al proprietario di manufatti in amianto discende esclusivamente dalla valutazione, dal medesimo condotta, del suo stato di conservazione (fatti salvi i casi di esposti sui quali il Sindaco con Ordinanza può intervenire).

AUA, VIA e AIA

L’AUA (Autorizzazione Unica Ambientale) è una autorizzazione entrata in vigore nel 2013 (DPR 59/13) e si tratta di un unico provvedimento autorizzativo che sostituisce e comprende i
7 titoli abilitativi in materia ambientale. È rivolto alle piccole medie imprese e interviene sugli impianti non soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale.

I titoli/le autorizzazioni sostituite sono:

  • agli scarichi;
  • comunicazione per l’utilizzo delle acque reflue;
  • emissioni in atmosfera (ordinarie e per le attività in deroga);
  • comunicazione o nulla osta per la previsione di impatto acustico;
  • uso di fanghi ottenuti da depurazione in agricoltura;
  • comunicazione preventiva per l’utilizzazione agronomica degli effluenti;
  • comunicazioni in materia di recupero di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi.

Qui di seguito si riporta un documento preparato dalla Provincia di BERGAMO per fornire istruzioni operative ai vari SUAP per i rilesci delle “AUA”

Tavola con le istruzioni operative per i SUAP della Provincia di Bergamo


 

Linee guida VIIAS VAS VIA AIA

Valutazione impatto acustico

Valutazione Impatto acustico

Campionamento ed analisi

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Campionamento ed analisi di:
1. scarichi di acque reflue,
2. emissioni in atmosfera,
3. dei rifiuti per la loro classificazione ed attribuzione delle HP di pericolosità.

MUD

Una breve analisi della legislazione ambientale

Qui di seguito vi inseriamo un video, che nasce dalla conversione di un powerpoint in video e contiene una breve illustrazione delle principali norme ambientali.

Vedi il video: https://youtu.be/dlE7eIRU0K0