Settembre 20 2025 0Comment

Pubblicazione INAIL dal titolo: REPORT AZIONE CENTRALE SULL’ATTIVITÀ DI VIGILANZA

Report sull’attività di vigilanza di INAIL: un’azione centrale per la sicurezza sul lavoro

L’INAIL ha pubblicato il “Report Azione Centrale sull’attività di vigilanza 2025”, un documento che descrive metodologie e risultati del progetto “Percorso di formazione e monitoraggio sulla sicurezza dei lavoratori”. Questo progetto, realizzato con il supporto tecnico e finanziario del Ministero della Salute, mira ad armonizzare le procedure e le operazioni degli enti preposti alla vigilanza, come i Servizi di Prevenzione delle ASL e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).

L’iniziativa, terminata a maggio 2025, si è concentrata sull’analisi e il trasferimento di buone pratiche, oltre che sul monitoraggio dei fattori di rischio nei luoghi di lavoro attraverso i dati delle attività di vigilanza.

L’obiettivo principale è rafforzare la collaborazione tra le istituzioni centrali e locali per una vigilanza più coordinata e una prevenzione più efficace, soprattutto nelle piccole e medie imprese, con particolare attenzione ai settori dell’edilizia e dell’agricoltura.

Dati principali dall’indagine

Il report ha analizzato 10.659 verbali e 15.641 violazioni registrate nel biennio 2021-2022 dalla rete Pre.Vi.S.

  • Soggetti sanzionati: Il datore di lavoro è il principale soggetto sanzionato, con l’82,91% dei verbali, seguito dal coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione (5,40%).
  • Settori più coinvolti: I settori con il maggior numero di verbali sono le attività manifatturiere (23,40%) e le costruzioni (22,75%).
  • Motivazioni del sopralluogo: La maggior parte degli interventi di vigilanza (67,22%) è stata effettuata come vigilanza ordinaria.
  • Violazioni riscontrate: Le violazioni riguardano principalmente il Titolo I (Principi comuni, 33,62%) e il Titolo IV (Cantieri temporanei o mobili, 32,69%) del D.Lgs. 81/08 e, s.m.i..
  • Fattori di rischio: La maggior parte delle violazioni è riconducibile a fattori gestionali-organizzativi (57,72%), seguiti da quelli legati all’ambiente di lavoro (20,29%) e alle attrezzature (16,04%).

Il ruolo del sistema Pre.Vi.S e delle attività di trasferimento

Il sistema di monitoraggio

Pre.Vi.S (Prevenzione, Vigilanza e Soluzioni) si è dimostrato un elemento chiave per l’analisi dei fattori di rischio. Questo sistema ha l’obiettivo di rafforzare il monitoraggio e l’approfondimento dei fattori di rischio, identificando le non conformità rilevate durante i sopralluoghi.

L’azione centrale CCM ha anche promosso un’attività di formazione per gli operatori dei Servizi di prevenzione delle ASL.

Questa iniziativa ha permesso il trasferimento di strumenti e modelli di intervento, con corsi che hanno coinvolto un totale di 541 partecipanti, tra cui tecnici della prevenzione, medici, e operatori dell’INL.

La formazione ha toccato argomenti come:

  • Il contesto istituzionale della vigilanza e i Piani Nazionali e Regionali di Prevenzione.
  • L’utilizzo di banche dati e sistemi di sorveglianza come Infor.Mo, Malprof e Pre.Vi.S per la pianificazione e il monitoraggio delle attività.
  • Esperienze e strumenti per la condivisione di informazioni e il coordinamento tra enti.

Integrazione dei sistemi di sorveglianza

Un altro aspetto fondamentale del progetto è l’integrazione tra i sistemi

Infor.Mo e Pre.Vi.S. Questa sinergia consente di combinare la sorveglianza sugli eventi dannosi e le loro cause (approccio reattivo di Infor.Mo) con l’osservazione dei rischi pre-evento (approccio proattivo di Pre.Vi.S). L’analisi integrata dei due sistemi offre una visione completa delle problematiche riscontrabili nei luoghi di lavoro.

Esperienze territoriali e impatti locali

Il report ha raccolto le esperienze di diverse unità operative territoriali (ASL di Bari, Ausl di Bologna, Ats Insubria, Ast Macerata, Asl Salerno, Ausl Toscana centro, Asl Viterbo, Asp Cosenza). Queste realtà hanno sviluppato approcci coordinati, rafforzando la collaborazione con l’INL, i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale e altri enti, come la Procura della Repubblica.

Un esempio significativo è l’esperienza della Ast Macerata, che si è concentrata sui cantieri della ricostruzione post-sisma. Qui, il sistema Pre.Vi.S ha permesso di identificare che oltre il 56% dei fattori di rischio sono di natura gestionale-organizzativa.

A seguito di questo dato, l’ASL ha sviluppato una checklist per il controllo di questi aspetti, da utilizzare sia per la vigilanza che come strumento di autoverifica per le aziende.

In sintesi, il report sottolinea l’importanza di un’azione coordinata tra gli enti di vigilanza per migliorare la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. L’uso di sistemi informativi e la condivisione di conoscenze permettono di superare le criticità esistenti, rendendo l’attività di prevenzione e vigilanza più mirata ed efficace su tutto il territorio nazionale.

Risultati principali

📊 Diminuzione degli infortuni: -16,1% denunce di infortunio nel 2023 rispetto al 2022 (dati INAIL).

⚠️ Persistono criticità nelle PMI, soprattutto in edilizia e agricoltura.

🔎 Sistema Pre.Vi.S. (Prevenzione Vigilanza e Sicurezza):

  • Permette di classificare rischi, violazioni e sanzioni;
  • Favorisce la programmazione mirata dei controlli;
  • Utilizzato come strumento comune da diverse regioni.

🤝 Esperienze territoriali:

  • Emilia-Romagna: piattaforma SICO per la vigilanza coordinata nei cantieri;
  • Puglia e Campania: corsi di formazione congiunti ASL–ITL;
  • Toscana: analisi integrata dei dati di vigilanza con banche dati regionali;
  • Calabria e Salerno: utilizzo di Pre.Vi.S. per coordinare PSAL e IML in un unico servizio.
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