Luglio 25 2026 0Comment

Nuovo modello OT 23 per lo sgravio da presentare a febbrio 2027

I documenti allegati illustrano le modalità per accedere alla riduzione del premio assicurativo INAIL tramite il modello OT23, destinato alle aziende che investono nella sicurezza oltre gli obblighi di legge.

Una parte importante della documentazione è dedicata alla gestione dei “near miss”, ovvero gli infortuni mancati, fornendo moduli specifici per la loro segnalazione e analisi dettagliata.

Il processo richiede che i datori di lavoro dimostrino l’attuazione di interventi migliorativi attraverso documentazione probante e il rispetto della regolarità contributiva.

Le agevolazioni economiche sono calcolate in base al numero di lavoratori e alla rilevanza delle misure di prevenzione adottate nell’anno precedente.

L’obiettivo finale è incentivare una cultura della sicurezza proattiva che riduca i rischi professionali e i costi sociali degli incidenti.

 

Per ottenere la riduzione del tasso medio di tariffa INAIL per prevenzione (Modello OT23), un’azienda deve soddisfare precisi requisiti di regolarità, realizzare specifici interventi di sicurezza che vanno oltre la soglia degli obblighi di legge e presentare la domanda entro i termini prestabiliti.

La procedura e i requisiti fondamentali si articolano nei seguenti punti:

  1. Requisiti di regolarità dell’azienda

Il datore di lavoro deve possedere due requisiti di regolarità soggettiva, che vengono verificati direttamente dall’INAIL:

  • Regolarità contributiva e assicurativa: L’azienda deve essere in regola con gli adempimenti assicurativi e contributivi. La verifica viene eseguita tramite il DURC online e deve comprendere anche i premi di autoliquidazione dell’anno in corso alla data di presentazione della domanda.
  • Regolarità in materia di salute e sicurezza: Nei luoghi di lavoro aziendali devono essere rispettate le vigenti disposizioni in materia di prevenzione infortuni e tutela della salute. Questo aspetto viene verificato presso gli organi di vigilanza esterni competenti, come ASL, Direzioni territoriali del Lavoro e Vigili del Fuoco.
  1. Realizzazione degli interventi migliorativi

L’azienda deve aver realizzato, nell’anno solare precedente a quello di presentazione della domanda, interventi per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro aggiuntivi rispetto a quelli obbligatori per legge.

Ad esempio, per la domanda presentata nel 2027, gli interventi devono essere stati completati nel corso del 2026 (interventi attuati dal 01.01.2026 al 31.12.2026).

Gli interventi previsti dal modello OT23 sono raggruppati in 6 sezioni tematiche (dalla A alla F). Ciascun intervento è classificato come Tipo A (maggiore valenza prevenzionale) o Tipo B (minore valenza prevenzionale).

Per poter richiedere la riduzione, l’azienda deve aver realizzato:

  • Almeno 1 intervento di tipo A
  • Oppure almeno 2 interventi di tipo B.

Nota sulle Posizioni Assicurative Territoriali (PAT): Gli interventi possono essere realizzati anche su una sola PAT aziendale, a eccezione di quelli inseriti nella Sezione E (misure organizzative), che devono essere stati obbligatoriamente applicati su tutte le PAT dell’azienda.

  1. Presentazione della domanda e documentazione probante
  • Canale di invio: La domanda deve essere trasmessa esclusivamente tramite l’apposito servizio online “Riduzione per prevenzione” sul portale INAIL.
  • Scadenza: La trasmissione deve avvenire entro il 28 febbraio dell’anno di riferimento (01 marzo in quanto il 28.02.2027 cade di domenica).
  • Documentazione probante: Insieme alla domanda online, l’azienda deve obbligatoriamente allegare la documentazione probante specifica richiesta per ciascun intervento selezionato, al fine di dimostrare l’effettiva realizzazione delle attività nell’anno precedente.

 

Entità della riduzione applicata

In caso di accoglimento della domanda, la riduzione percentuale viene applicata al tasso medio di tariffa delle voci della PAT per il premio di regolazione dell’anno di presentazione della domanda.

L’aliquota di riduzione varia in base ai lavoratori-anno della PAT e all’anzianità dell’attività:

  • Primi due anni di inizio attività della PAT: La riduzione è applicata nella misura fissa dell’8%.
  • Dopo il primo biennio di attività della PAT: La percentuale si determina in base al numero di lavoratori-anno (Npat) del triennio precedente:
    • Fino a 10 lavoratori-anno: 28%
    • Da 10,01 a 50 lavoratori-anno: 18%
    • Da 50,01 a 200 lavoratori-anno: 10%
    • Oltre 200 lavoratori-anno: 5%

FOCUS sull’intervento E10 (inserito nella Sezione E del modello OT23) è un intervento di Tipo A, il che significa che da solo è sufficiente a garantire l’accesso alla riduzione del tasso INAIL, a patto che venga applicato su tutte le PAT (Posizioni Assicurative Territoriali) dell’azienda.

Questo intervento premia le aziende che adottano un sistema strutturato di rilevazione e analisi dei mancati infortuni (near miss) e che attuano reali misure correttive e di miglioramento per evitare il ripetersi degli eventi.

NOTA:

Con la Legge 198/2025, la gestione dei near miss diventa un obbligo strutturato per le aziende con più di 15 dipendenti. L’articolo 15 prevede la registrazione e l’analisi interna di ogni quasi infortunio, l’aggiornamento del DVR sulla base degli eventi rilevati, la comunicazione annuale dei dati aggregati al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la predisposizione di un Rapporto Annuale Near Miss.

Un near miss non registrato che precede un infortunio reale non costituisce soltanto una lacuna organizzativa, ma può assumere un rilevante valore probatorio nell’accertamento delle responsabilità del datore di lavoro.

Qualora l’evento lesivo si verifichi a seguito di un rischio già manifestatosi attraverso precedenti near miss non segnalati, analizzati o gestiti, tale circostanza può infatti evidenziare la mancata adozione delle misure preventive necessarie e rafforzare il nesso tra l’omissione datoriale e l’evento dannoso, con possibili conseguenze sia sul piano penale sia su quello civile.

 

  1. Requisito numerico minimo di Near Miss da registrare

Perché l’intervento sia valido, l’azienda deve registrare nell’anno precedente (2026 per la domanda 2027) un numero minimo di mancati infortuni calcolato in base alle proprie dimensioni e al settore tariffario prevalente:

  • Fino a 25 lavoratori: almeno 4 mancati infortuni registrati.
  • Oltre 25 lavoratori: il numero minimo si calcola con la formula .
  • Oltre 1000 lavoratori: il calcolo si basa sulla formula .

I coefficienti di settore previsti sono i seguenti:

  • 0,25 per il settore Legno e affini (GG5)
  • 0,24 per Trasporti e magazzini (GG9)
  • 0,23 per Costruzioni e impianti (GG3)
  • 0,21 per Mineraria, rocce e vetro (GG7)
  • 0,20 per Attività varie (GG0)
  • 0,18 per Lav. agricole e alimenti (GG1) e Metalli e macchinari (GG6)
  • 0,17 per Energia e comunicazioni (GG4)
  • 0,15 per Chimica, carta e cuoi (GG2)
  • 0,10 per Tessile e confezioni (GG8)

 

  1. La Documentazione Probante da presentare

Per dimostrare l’efficacia del sistema, l’azienda deve allegare alla domanda tre tipologie di documenti:

  1. La Procedura Aziendale: Il documento formale che descrive come vengono rilevati, segnalati e analizzati i near miss all’interno dell’azienda.

Deve essere obbligatoriamente datata e firmata dal datore di lavoro. La procedura deve garantire l’identificazione delle cause (dirette, indirette e profonde), la definizione delle azioni e un sistema di feedback bidirezionale verso i lavoratori.

  1. L’Elenco Aggregato: Un foglio o registro riepilogativo di tutti i mancati infortuni rilevati nel 2026, suddivisi per reparto e per attività svolta.
  2. Le Schede di Rilevazione, Analisi e Trattamento (fino a un massimo di 50 eventi): Sono le singole schede estratte dal registro aziendale. Ciascuna scheda deve descrivere le cause, la dichiarazione sul numero e i nominativi dei lavoratori coinvolti, e deve contenere le prove documentali dell’effettiva attuazione delle misure. Le prove si dividono in:
    • Azioni a breve termine (immediate): ad esempio per delimitare l’area o risolvere un pericolo imminente, supportate da immagini, fatture o video.
    • Misure di miglioramento a lungo termine (organizzative o strutturali): per impedire che l’evento si ripeta, anch’esse documentate con prove concrete (foto post-intervento, fatture di acquisto di nuovi componenti, verbali di addestramento, ecc.).

 

  1. Struttura dei Moduli dell’Allegato 1

I moduli da utilizzare per la gestione dei near miss sono forniti direttamente dall’INAIL nell’Allegato 1 e sono divisi in due parti distinte:

  1. Modulo di Segnalazione Mancato Infortunio (compilato da chi rileva l’evento)

Questo modulo raccoglie le prime informazioni sul campo:

  • Identificazione: Codice identificativo dell’evento, data, reparto/luogo e fascia oraria dell’accadimento (0-6, 6-12, 12-18, 18-24).
  • Descrizione: Spazio per descrivere l’accaduto in modo libero.
  • Possibili cause: Una lista di spunte predefinite (es. errore procedurale, assenza o inadeguatezza di DPI, problemi agli impianti, ostruzione di vie di transito, stoccaggio errato, ecc.).
  • Ricorrenza e proposte: Indicazione se l’evento si è già verificato in passato (frequentemente, raramente, no) e proposte di miglioramento immediate.
  • Firma: Firma di presa in carico del modulo.
  1. Modulo di Analisi e Trattamento (compilato dal team di sicurezza/RSPP)

Questo modulo serve a formalizzare l’analisi investigativa dell’evento e a pianificare le azioni correttive:

  • Tipologia di Incidente: Classificazione del mancato infortunio (es. caduta dall’alto, ribaltamento mezzo, contatto elettrico, caduta gravi, proiezione solidi, ecc.).
  • Cause accertate e criticità organizzative: Conferma o modifica delle cause ipotizzate in fase di segnalazione ed eventuale associazione a lacune del sistema (es. carenze nel DVR, problemi nella sorveglianza sanitaria, carenze nella formazione o nei piani di manutenzione).
  • Valutazione del danno:
    • Danno reale a strutture o impianti (nessuno, lieve, medio, notevole).
    • Potenziale danno alle persone se l’infortunio si fosse concretizzato (nessuno, lieve, grave, gravissimo).
  • Pianificazione degli Interventi: Spazio per descrivere sia le azioni immediate di rimedio, sia gli interventi a lungo termine suddivisi per tipologia (tecnico, formativo, procedurale, comportamentale).
  • Sezione Follow-Up (Verifica): Una tabella rigorosa in cui si indicano il responsabile dell’attuazione, la data limite stabilita, la firma di presa in carico, la data di effettiva attuazione e la successiva data e firma di verifica dell’efficacia dell’azione.

Utilizzare questa struttura di moduli standard dell’Allegato 1 è il modo più sicuro per garantire che l’analisi rispetti i requisiti qualitativi e formali pretesi dagli ispettori INAIL durante la valutazione della domanda

 

Le infografiche e le slide sono state create dall’intelligenza artificiale

Si allega nota:

Se dovessi scegliere quali attività fare per migliorare la sicurezza: tecnologia e procedure avanzate

  1. Introduzione: L’Evoluzione della Protezione sul Lavoro

Nel panorama industriale contemporaneo, la sicurezza non è più un semplice adempimento burocratico, ma un processo dinamico di “miglioramento continuo”. Questo cambio di paradigma è il cuore del modello INAIL OT23, un sistema premiante che consente alle aziende di ottenere una riduzione del tasso medio di tariffa realizzando interventi che superano gli obblighi minimi di legge. Per accedere a tali benefici (relativi alla domanda 2027 per interventi svolti nel 2026), un’azienda deve implementare un intervento di Tipo A (alta valenza prevenzionale) o due interventi di Tipo B.

L’obiettivo di questa scheda è analizzare come la sinergia tra protocolli ingegneristici e Safety 4.0 possa azzerare il rischio residuo. Come esperti di progettazione della sicurezza, dobbiamo passare dalla reazione alla prevenzione: la tecnologia ci permette di proteggere l’uomo laddove l’occhio non arriva, ma la base rimane sempre la capacità di “congelare” l’energia pericolosa prima di ogni operazione.

  1. Il Sistema Lock Out – Tag Out (LOTO): controllare le energie pericolose

L’intervento A-3.3 (Tipo B) si focalizza sulla procedura Lock Out – Tag Out (LOTO), allineata allo standard internazionale OSHA 29 CFR 1910.147. Questa procedura è essenziale per garantire che le macchine siano isolate e le energie residue eliminate durante le fasi di manutenzione, pulizia, regolazione, riparazione e ispezione.

Nota Tecnica: L’intervento LOTO non è selezionabile ai fini OT23 da aziende che svolgono attività di manutenzione conto terzi.

  • Isolamento (Lock Out): Identificazione e interruzione fisica di ogni fonte di alimentazione (elettrica, idraulica, pneumatica) tramite lucchetti e dispositivi di blocco inamovibili.
  • Dissipazione (Scarico Energie): È la fase tecnicamente più critica. Consiste nello scaricare l’energia “invisibile” che può restare nel sistema: scarico di condensatori elettrici, rilascio di molle compresse, spurgo di pressione residua nei circuiti.
  • Segnalazione (Tag Out): Apposizione di etichette identificative che indicano chiaramente l’operatore responsabile e il divieto di azionamento.
  • Verifica: Tentativo di avvio della macchina per confermare l’avvenuto isolamento totale prima di procedere.

Garantire che l’energia sia dissipata è il primo passo; il secondo è individuare i guasti invisibili prima che diventino critici attraverso la diagnostica avanzata.

  1. Diagnostica predittiva: l’analisi termografica degli impianti

L’intervento A-4.1 (Tipo B) promuove l’uso della termografia per monitorare quadri elettrici, trasformatori e motori senza contatto fisico. Seguendo la norma UNI EN ISO 9712, la termografia trasforma l’irraggiamento infrarosso in immagini termiche, permettendo di prevenire incendi o cortocircuiti dovuti a surriscaldamenti.

Vantaggio Tecnico Requisito Procedurale (Certificazione e Firma)
Rilevazione Precoce: Individuazione di anomalie (hot spot) durante il normale esercizio dell’impianto, evitando fermi macchina non programmati. Esecuzione in Campo: Il rilievo tecnico può essere condotto da personale certificato Livello 1.
Manutenzione Preventiva: L’analisi periodica permette di mappare l’invecchiamento dei componenti elettrici. Report e Valutazione: La relazione finale deve essere firmata da un professionista di Livello 2. Il report deve includere foto visibili/IR e la firma di un tecnico abilitato (D.M. 37/08).

Mentre la diagnostica termografica monitora gli impianti, i sensori intelligenti si occupano di monitorare lo spazio vitale intorno al lavoratore.

  1. Sensori di Campo e Wearable Tech: La Protezione Attiva

La protezione attiva si realizza integrando l’elettronica nei Dispositivi di Protezione Individuale. Questo approccio è coperto dagli interventi A-4.2 (Tipo A) per il rischio elettrico e F-6 (Tipo B) per la tecnologia IoT applicata ai DPI.

Questi sistemi operano secondo un flusso logico rigoroso:

  1. Rilevamento: Sensori di campo elettrico (conformi a IEC TR 61243-6:2017) o tag IoT (conformi a UNI/TR 11858) rilevano la vicinanza a linee in tensione o aree proibite.
  2. Segnalazione: Il dispositivo wearable (integrato nel casco o nella giacca) invia un alert immediato (vibrazione, suono o luce) all’operatore.
  3. Risposta Operativa: Sulla base della segnalazione, il lavoratore attua la procedura di allontanamento o messa in sicurezza definita dal protocollo aziendale.

Queste tecnologie “intelligenti” sono fondamentali per prevenire distrazioni in ambienti aperti, ma diventano vitali dove l’ambiente stesso è ostile, come negli spazi confinati.

  1. Robotica e automazione in ambienti confinati

L’intervento A-1.4 (Tipo A) mira a eliminare radicalmente l’esposizione umana in ambienti confinati o sospetti di inquinamento (secondo la norma UNI 11958). La sfida ingegneristica è sostituire l’operatore con sistemi automatici o teleguidati.

Per essere definito tale in ambito OT23, un robot deve essere un manipolatore automatico multifunzione riprogrammabile su 3 o più assi, fisso o mobile.

Checklist del Futuro: Dispositivi per Spazi Confinati

  • Robot Ispettivi: Unità mobili su 3+ assi per pulizia, lavaggio o video-ispezione remota.
  • Multi-rilevatori di Gas: Strumenti conformi a CEI/EN 60079-29-1 per il monitoraggio continuo di ossigeno e gas esplosivi/tossici.
  • Sistemi di Supporto Remoto: Trivelle perforanti, cannoni ad aria compressa e ugelli per lavaggio comandati a distanza.
  • Beneficio Primario: Azzeramento dell’esposizione umana a rischi di asfissia, avvelenamento o esplosione.

Nonostante la precisione dei robot, il fattore umano rimane l’anello debole e, allo stesso tempo, la risorsa più preziosa. Se la tecnologia non può eliminare ogni errore, deve almeno aiutarci a imparare da essi.

  1. I “Near Miss”: Imparare dal Pericolo Scampato

Un sistema di sicurezza resiliente non attende l’infortunio per agire. L’intervento E-10 (Tipo A) richiede l’adozione di una procedura per la rilevazione e l’analisi dei Near Miss (mancati infortuni). Un near miss è un evento che ha il potenziale di causare un danno, ma che non si è concretizzato in una lesione.

Il flusso di gestione professionale deve risalire alle radici del problema:

  • Segnalazione: Identificazione dell’evento (es. caduta di un grave senza colpire nessuno).
  • Analisi Cause Radice: Metodologia per distinguere tra:
    • Cause Dirette: L’evento scatenante (es. rottura di una fune).
    • Cause Indirette: Fattori che hanno favorito l’evento (es. mancato controllo ispettivo).
    • Cause Radice: Carenze strutturali o organizzative (es. assenza di un piano di manutenzione).
  • Trattamento:
    • Azioni Correttive Immediate: Interventi rapidi (es. transennare l’area di un crollo di ponteggio).
    • Misure di Miglioramento a Lungo Termine: Revisione dei processi (es. nuovi criteri di qualifica per i fornitori di ponteggi o verifiche di installazione periodiche).

7.’Ecosistema della Sicurezza 4.0

L’eccellenza nella sicurezza industriale si ottiene bilanciando la Triade: Energia, Informazione e Cultura. L’Energia deve essere controllata e dissipata (LOTO); l’Informazione deve essere acquisita e trasmessa in tempo reale (Sensori, Termografia); la Cultura deve permettere all’organizzazione di evolvere (Near Miss). Solo questa integrazione tra hardware, software e protocolli umani trasforma il luogo di lavoro da area di rischio a ecosistema resiliente.

Key Takeaways:

  • Prevenzione Predittiva: Validazione termografica con report firmati da professionisti di Livello 2.
  • Isolamento Tecnico: Procedura LOTO con focus obbligatorio sulla dissipazione delle energie residue.
  • Automazione Integrata: Uso di robot a 3 o più assi per eliminare la presenza umana in ambienti confinati (UNI 11958).
  • Analisi Near Miss: Metodologia di indagine strutturata su Cause Dirette, Indirette e Radice.
  • Requisiti OT23: Documentazione probante (fatture 2026, attestati e report tecnici) per garantire la riduzione del tasso INAIL.

 

 

Interventi per la Riduzione del Tasso Medio INAIL (Modello OT23)

allegato_1_al_modello_ot23_2027_-_modulo_per_intervento_e-10

guida_alla_compilazione_della_domanda_per_la_riduzione_del_tasso_medio_per_prevenzione_per_lanno_2027

modulo_di_domanda_per_la_riduzione_del_tasso_medio_per_prevenzione_per_lanno_2027

OT23_Strategic_Playbook_compressed

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