Novità in vista per la gestione dei rifiuti. Anche per il 2026 è previsto un aggiornamento del Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD). Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è infatti al lavoro su un nuovo format per la comunicazione dei dati relativi ai rifiuti prodotti e gestiti nel corso del 2025.
Slittamento dei termini: la scadenza non sarà il 30 aprile
Come ormai consuetudine negli ultimi anni, la pubblicazione di un nuovo modello comporta automaticamente uno slittamento dei termini. Secondo la normativa vigente (Legge 70/1994), qualora il modello non venga pubblicato entro il 1° marzo, il termine per la presentazione della dichiarazione è fissato al centoventesimo giorno successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Considerando i tempi tecnici di approvazione del DPCM, la scadenza del MUD 2026 non coinciderà con il classico 30 aprile, ma si sposterà presumibilmente verso la fine di giugno 2026.
Cosa cambia nel nuovo modello?
Secondo le prime anticipazioni, non si tratterà di una rivoluzione strutturale. Gli interventi, messi a punto con il supporto tecnico dell’ISPRA, dovrebbero riguardare:
- Adeguamenti normativi: aggiornamenti puntuali per allineare il modello alle ultime evoluzioni del quadro legislativo.
- Tracciabilità: integrazioni legate alle novità in materia di tracciabilità dei rifiuti e ai preparativi per il pieno regime del RENTRI (che però, per quanto riguarda il modello precompilato, entrerà in gioco solo dal 2027).
- Settori specifici: possibili modifiche limitate ad alcune sezioni per migliorare la qualità del dato raccolto.
Modalità di invio e soggetti obbligati
Resta confermato l’obbligo di trasmissione esclusivamente in via telematica attraverso i portali ufficiali (MUD Telematico e MUD Comuni). L’adempimento continua a riguardare produttori iniziali di rifiuti pericolosi, imprese con più di 10 dipendenti che producono rifiuti non pericolosi da lavorazioni industriali e artigianali, nonché trasportatori, intermediari e impianti di gestione.
L’ombra del RENTRI
Il MUD 2026 (dati 2025) sembra debba ancora essere compilato secondo le modalità tradizionali, le imprese sono chiamate a monitorare con attenzione l’iter di approvazione. Questo sarà infatti uno degli ultimi anni di “passaggio” prima che il sistema di tracciabilità digitale RENTRI automatizzi gran parte delle comunicazioni ambientali, con l’obiettivo di arrivare a un modello MUD precompilato a partire dal 2027.