Ottobre 06 2025 0Comment

GESTIONE PIÙ SOSTENIBILE DEL SETTORE MODA E ABBIGLIAMENTO

Il Parlamento europeo ha compiuto un passo decisivo verso una gestione più sostenibile del settore tessile, approvando il 9 settembre 2025 la revisione della direttiva quadro sui rifiuti (Waste Framework Directive).

Questo storico provvedimento introduce per la prima volta norme vincolanti per i rifiuti tessili, un settore noto per il suo elevato impatto ambientale.

 

La Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per i Tessili

Il cuore della nuova direttiva è l’estensione del principio di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR). Con questo meccanismo, i produttori e i fornitori di articoli tessili, calzature e accessori non potranno più disinteressarsi dei loro prodotti una volta venduti. Al contrario, saranno legalmente ed economicamente responsabili dell’intero ciclo di vita del prodotto, fino al suo smaltimento.

Questa responsabilità si traduce in:

  • Gestione dei costi: I produttori dovranno coprire i costi della raccolta, cernita e riciclo dei rifiuti tessili. Questo onere finanziario non ricadrà più esclusivamente sui Comuni o sui consumatori, ma verrà internalizzato lungo la catena di approvvigionamento.
  • Incentivo alla sostenibilità: L’EPR non è solo una tassa, ma un potente strumento di mercato. Spingendo le aziende a farsi carico dei costi di fine vita, le stimola a progettare prodotti più durevoli, facilmente riparabili e riciclabili. L’obiettivo è favorire un’economia circolare, riducendo la produzione di rifiuti e l’uso di materie prime vergini.
  • Inclusione dell’e-commerce: La direttiva si estende anche a chi vende tramite piattaforme di e-commerce, garantendo che le aziende online rispettino le stesse regole delle attività tradizionali.

 

Tempi e impatti dell’attuazione

Gli Stati membri dell’Unione Europea avranno a disposizione 30 mesi per recepire e attuare le nuove norme nel proprio ordinamento nazionale. Per le microimprese, sono previste misure di flessibilità, come tempi più lunghi per l’adeguamento, per evitare di penalizzare le realtà economiche più piccole.

Le aspettative sull’impatto di questa direttiva sono elevate e i benefici attesi includono:

  • Maggiore tracciabilità: Sarà possibile monitorare e quantificare con più precisione i flussi di rifiuti tessili, ottenendo dati più affidabili per una gestione efficiente.
  • Sviluppo dell’economia circolare: L’obbligo di riciclo e riuso creerà nuove opportunità di mercato per aziende specializzate nella raccolta, selezione e trattamento dei materiali tessili.
  • Riduzione dell’impatto ambientale: Il settore tessile è tra i più inquinanti a livello globale. Queste norme aiuteranno a ridurre i rifiuti destinati alle discariche, il consumo di acqua ed energia e l’inquinamento chimico associato alla produzione.

In sintesi, la direttiva segna un punto di svolta, passando da un approccio lineare a uno circolare per il settore della moda, rendendo produttori e consumatori parte attiva nella costruzione di un futuro più sostenibile.

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