Oggetto: Gestione del Rischio Caldo:
Guida Operativa Dettagliata tra Obblighi Normativi, Protocolli e Strumenti Tecnici
Il cambiamento climatico espone le lavoratrici e i lavoratori a rischi crescenti per la salute e la sicurezza, sia nelle attività all’aperto (outdoor) che in ambienti chiusi (indoor) non adeguatamente climatizzati. Questa guida fornisce un quadro dettagliato degli adempimenti del datore di lavoro, integrando gli obblighi del D.Lgs. 81/2008 e, s.m.i., le direttive del nuovo “Protocollo quadro” di giugno 2025 e gli strumenti operativi come le tabelle NIOSH.
- Il Quadro Normativo e gli Obblighi Inderogabili del Datore di Lavoro
La gestione del rischio da calore è un obbligo di legge preciso, rafforzato da recenti intese tra le parti sociali.
- A. Obbligo Primario: Aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
Il “Protocollo quadro” ribadisce con forza un adempimento già previsto dal D.Lgs. 81/2008: la valutazione dei rischi (art. 28) deve obbligatoriamente includere i rischi legati al microclima (art. 180).
Di conseguenza, il DVR deve essere aggiornato per analizzare specificamente l’esposizione alle alte temperature e definire le relative misure di prevenzione e protezione.
La mancata valutazione di questo rischio specifico costituisce un’inadempienza normativa.
- B. Il Ruolo del “Protocollo Quadro” (Giugno 2025) Il protocollo non è una legge, ma una cornice di buone prassi che impegna le parti sociali (datoriali e sindacali) ad agire. Esso promuove la stipula di
accordi attuativi a livello nazionale di categoria, territoriale o aziendale. Tali accordi, negoziati con le rappresentanze sindacali, sono lo strumento per tradurre le buone prassi in procedure operative vincolanti e specifiche per ogni realtà produttiva.
- C. Monitoraggio Preventivo Attivo
Il datore di lavoro ha il dovere di effettuare un costante monitoraggio preventivo. Il Protocollo indica di avvalersi dei bollettini ufficiali di previsione e allarme, citando come riferimento il sito del Ministero della Salute: https://www.salute.gov.it/new/it/tema/ondate-di-calore/bollettini-sulle-ondate-di-calore-0/.
Si veda anche: https://www.portaleagentifisici.it/fo_microclima_worklimate.php?lg=IT
Questo monitoraggio è la base per attivare tempestivamente le misure di prevenzione.
- Guida Operativa alla Programmazione Lavoro/Riposo: https://www.portaleagentifisici.it/c.php?lg=IT&id=948
Una volta valutato il rischio, è necessario adottare misure organizzative concrete.
- Fase 1: Uso degli Strumenti Tecnici (Tabelle NIOSH)
Le tabelle NIOSH, pubblicate dal Portale Agenti Fisici (PAF) nella sottosezione “Calcolatori Microclima”, sono uno strumento di supporto fondamentale.
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- Come funzionano: Forniscono indicazioni per l’alternanza lavoro/pausa su base oraria, incrociando:
- Temperatura (°C) e Umidità relativa (%)
- Carico di lavoro (leggero, medio, pesante)
- Tipo di esposizione (pieno sole / ombra)
- Esempio pratico: Un lavoratore con carico leggero, temperatura di 33,5 °C, umidità del 40% e in pieno sole, secondo la tabella di riferimento dovrebbe alternare 35 minuti di lavoro e 25 minuti di pausa in ambiente confortevole.
- ATTENZIONE – LIMITI DI APPLICABILITÀ: Le tabelle NIOSH sono un ausilio e non un valore assoluto. Come specificato dalla fonte, la loro validità è stata testata e si applica esclusivamente a lavoratori maschi, di età inferiore ai 40 anni, in buone condizioni fisiche, acclimatati, ben idratati, che indossano indumenti da lavoro leggeri e in presenza di ventilazione naturale percepibile. Per soggetti diversi (donne, lavoratori più anziani, non acclimatati, con patologie) la valutazione deve essere ancora più cautelativa.
- ATTENZIONE – CONDIZIONI ESTREME: Se una cella della tabella non riporta alcuna indicazione, significa che le condizioni sono estremamente critiche. Non è possibile programmare a priori un’alternanza sicura: le lavorazioni possono essere svolte solo sotto attento e continuo monitoraggio individuale.
- Come funzionano: Forniscono indicazioni per l’alternanza lavoro/pausa su base oraria, incrociando:
- Fase 2: Checklist di Riorganizzazione delle Attività
- Orari: Rimodulare l’orario di lavoro per anticipare l’inizio e terminare le attività prima delle ore più calde.
- Mansioni: Pianificare i compiti che richiedono maggiore sforzo fisico nelle fasce orarie più fresche.
- Pause: Programmare pause frequenti e di durata adeguata, da effettuare in aree di ristoro ombreggiate o, idealmente, climatizzate.
- Idratazione: Mettere a disposizione acqua fresca in abbondanza e bevande idonee1.
- Abbigliamento e DPI: Fornire indumenti leggeri e traspiranti e verificare che i DPI siano idonei alla stagione.
- Informazione e Formazione: Assicurare che tutto il personale (inclusi studenti in PCTO) sia informato sui sintomi dello stress da calore e sulle procedure di emergenza.
- Tutele Specifiche e Supporto alle Imprese
Il Protocollo introduce importanti temi di confronto per la contrattazione.
- A. Focus Cantieri (Titolo IV D.Lgs. 81/08 e, s.m.i.)
- Il Coordinatore per la progettazione deve considerare il rischio microclima già in fase di elaborazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC).
- I datori di lavoro delle imprese esecutrici devono integrare nel proprio
Piano Operativo di Sicurezza (POS) misure specifiche come la variazione degli orari o la fornitura di bevande.
- B. Ammortizzatori Sociali e Tutele Contrattuali
Il Protocollo sollecita il Governo a:
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- Garantire un ricorso ampio e automatico agli ammortizzatori sociali (CIGO, CISOA) per sospensione o riduzione di orario dovuta al caldo.
- Prevedere che tali periodi di cassa integrazione per eventi climatici non vengano conteggiati nel limite massimo di durata (“scomputo dei periodi”).
- Qualificare le ordinanze e i protocolli come giustificazione per tutelare le imprese da responsabilità per ritardi nelle consegne dovuti a sospensioni per il caldo.
- C. Sorveglianza Sanitaria e Incentivi
La sorveglianza sanitaria deve essere mirata per i lavoratori esposti. Il Protocollo auspica inoltre che l’INAIL possa riconoscere criteri di premialità per le imprese che aderiscono agli accordi attuativi.