Luglio 30 2026 0Comment

Aggiornamento Normativo Antincendio: Nuova norma UNI 11224:2026 ed entrata in vigore del DM 01.09.2021

  1. UNI 11224:2026: Obblighi e Novità

La nuova norma UNI 11224:2026 aggiorna i criteri per il controllo, la manutenzione e la verifica generale dei sistemi automatici di rivelazione incendio, allineandosi all’evoluzione tecnologica e all’attuale quadro legislativo.

Ecco i principali obblighi introdotti:

  • Abolizione della prova reale sui rivelatori: Nell’ambito della verifica generale non è più ammesso l’innesco di focolari di prova. I rivelatori devono essere testati esclusivamente tramite la revisione presso il costruttore o la sostituzione del dispositivo.
  • Tempi dimezzati per la verifica generale: La verifica generale dell’impianto deve essere completata entro 3 anni (contro i 6 anni previsti dall’edizione 2019), riducendo di fatto i margini di dilazione.
  • Manutenzione sul ciclo di vita: La pianificazione degli interventi non segue più solo una logica periodica, ma deve considerare l’età strutturale dell’impianto, applicando un’attenzione maggiore ai sistemi più datati.
  • Check-list tecnologiche: I prospetti di controllo sono stati differenziati in base alla tecnologia impiegata (rivelatori puntiformi, lineari, di fiamma, ad aspirazione, dispositivi radio e sistemi EVAC).
  • Manutentore qualificato: Viene recepito in modo vincolante il concetto di manutentore qualificato, le cui competenze devono essere formalmente verificate e non più solo dichiarate.

Cosa cambia per i progettisti

L’attenzione progettuale si sposta dalla semplice conformità iniziale alla capacità del sistema di mantenere le prestazioni nel tempo. Chi progetta deve:

  • Aggiornare i capitolati tecnici: È necessario prevedere la tracciabilità documentata delle linee posate (tipologia di cavo, classe di resistenza al fuoco PH, produttore) e calcolare un adeguato margine di compatibilità trasmissiva per il futuro.
  • Attenzione alle linee esistenti: In caso di espansione dell’impianto o sostituzione della centrale, il progettista deve valutare i cavi posati. Se la nuova centrale non ha un campo compatibile con le linee preesistenti, l’impianto va totalmente riprogettato, con l’aggiornamento delle interconnessioni in conformità alla UNI 9795.
  1. DM 01.09.2021: Qualifica del Tecnico Manutentore

Il Decreto 1 settembre 2021, noto come “Decreto Controlli”, stabilisce che tutti gli interventi di manutenzione e controllo sugli impianti e sulle attrezzature antincendio debbano essere eseguiti esclusivamente da tecnici manutentori qualificati.

  • Scadenza dell’obbligo: A seguito di ripetute proroghe (l’ultima con il Decreto 15 luglio 2025), le disposizioni che rendono tassativa e obbligatoria questa qualifica entreranno definitivamente in vigore il 25 settembre 2026.
  1. Cosa fare in Azienda per mettersi in regola

Il DM 01.09.2021 e il D.Lgs. 81/08 pongono la responsabilità del mantenimento in efficienza delle attrezzature antincendio in capo al Datore di Lavoro. L’azienda committente non è tenuta a eseguire materialmente la manutenzione tecnica, ma ha precisi obblighi gestionali, di sorveglianza e di verifica.

  1. La sorveglianza (controllo visivo interno)

L’azienda è obbligata a effettuare una sorveglianza continua degli estintori e degli altri presidi. Si tratta di un controllo visivo che non richiede smontaggi e può essere svolto da personale interno (normalmente gli addetti alle emergenze) adeguatamente istruito.

La sorveglianza serve a verificare che l’estintore:

  • Sia presente al suo posto e segnalato con apposito cartello.
  • Sia integro, ben visibile, non ostruito da materiali e facilmente accessibile.
  • Abbia la lancetta del manometro (se a pressione permanente) posizionata sul verde.
  • Abbia il sigillo di sicurezza intatto e il cartellino di manutenzione presente.

Frequenza e Documentazione:

La normativa non stabilisce un intervallo temporale fisso, ma richiede una “cadenza adeguata al rischio” (fissata nel DVR). Di norma, si consiglia una cadenza mensile per gli ambienti standard e una cadenza più ravvicinata (settimanale/giornaliera) per gli ambienti ad alto rischio. L’avvenuta sorveglianza va annotata sul Registro dei Controlli e può essere siglata operativamente anche sull’apposita griglia mensile posta sul retro del cartellino dell’estintore.

  1. Verifica dei requisiti del manutentore (culpa in eligendo)

La manutenzione periodica, la revisione e il collaudo devono essere esternalizzati a un’azienda specializzata.

A partire dal 25 settembre 2026, l’azienda avrà il preciso obbligo di accertarsi che la ditta incaricata impieghi esclusivamente tecnici qualificati dai Vigili del Fuoco. Il Datore di Lavoro dovrà richiedere l’evidenza della qualifica del singolo tecnico intervenuto, per non incorrere in responsabilità per omessa o errata verifica (culpa in eligendo).

  1. Risoluzione immediata delle non conformità

Se durante la sorveglianza interna o a seguito del controllo semestrale emergono difetti (es. estintore guasto o scarico), l’azienda ha l’obbligo di ripristinare immediatamente le condizioni di sicurezza, richiedendo al manutentore un estintore sostitutivo (il cosiddetto “muletto”) per il tempo necessario alla riparazione.

  1. Tenuta del registro dei controlli antincendio

L’azienda deve istituire e mantenere aggiornato il Registro dei Controlli, che può essere cartaceo o informatico (purché inalterabile e sempre disponibile in sede). È il primo documento richiesto in caso di ispezione da parte di VVF o ATS.

Per essere a norma, il registro deve contenere:

  1. Dati Anagrafici e Identificativi: Ragione sociale, indirizzo della sede, nominativo del Datore di Lavoro e riferimenti dell’azienda manutentrice esterna.
  2. Inventario delle Attrezzature: Mappatura di tutti i presidi con identificativo univoco (es. matricola interna), tipologia (es. Polvere 6 kg), ubicazione esatta e anno di costruzione.
  3. Registrazione Cronologica: Annotazione di ogni intervento indicando la data, il tipo di attività (sorveglianza, controllo periodico, revisione, collaudo), l’esito (efficiente/non efficiente) e le firme autografe (del lavoratore per i controlli interni o del tecnico qualificato per quelli esterni).
  4. Gestione delle Anomalie: Tracciamento dettagliato di eventuali difetti riscontrati, delle azioni correttive intraprese (es. “ritirato per riparazione, lasciato muletto”) e della data di chiusura e ripristino dell’anomalia.

Infografica da intelligenza artificiale

Tabella degli adempimenti e delle scadenze antincendio

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