Dal 15 dicembre cambia il modo di comunicare le esportazioni fuori dall’UE.
Se la vostra azienda vende o gestisce rottami metallici destinati all’estero (fuori dall’Unione Europea), c’è una novità importante: le vecchie comunicazioni cartacee o via email semplice vanno in pensione. Arriva una nuova piattaforma digitale per rendere tutto più tracciabile.
Ecco cosa dovete sapere, spiegato semplice.
- Chi deve preoccuparsi di questa novità?
La norma riguarda i soggetti esportatori.
- Il Produttore del rifiuto (es. officina meccanica): Generalmente NON deve fare nulla, a meno che non sia lui stesso a vendere e spedire direttamente il rottame a un cliente fuori dall’UE (senza intermediari). Se il produttore vende il rottame a un raccoglitore/commerciante italiano, l’obbligo non è suo.
- Il Trasportatore: NON deve fare la notifica se non è anche l’esportatore/commerciante. Il suo compito è solo trasportare la merce. Tuttavia, deve assicurarsi che chi gli affida il carico (l’esportatore/commerciante) abbia fatto la notifica, perché senza i documenti in regola la merce potrebbe fermarsi in dogana.
- L’Esportatore/commerciante (chi fa la dogana): È l’unico responsabile. Deve compilare la notifica sulla piattaforma.
- Quali materiali sono coinvolti?
L’obbligo scatta solo se state esportando fuori dall’Unione Europea i seguenti rottami:
- Ferro e acciaio (codice 7204)
- Rame (codice 7404)
- Alluminio (codice 7602)
- Zinco (codice 7902)
Attenzione alle quantità: La notifica serve solo se:
- Una singola spedizione supera le 250 tonnellate.
- Oppure se fate più spedizioni che, sommate, superano le 500 tonnellate in un mese.
- Calendario: le date e cosa fare
Segnatevi queste scadenze per non sbagliare procedura:
- 10 Dicembre 2025 (fase di test):
- Cosa succede: Il Ministero apre il sito solo per farvi “fare pratica”.
- Cosa fare: Entrate nel portale per vedere come funziona, ma le notifiche vere partono dopo.
- Dal 15 Dicembre 2025 al 15 Marzo 2026 (fase doppia/fase transitoria):
- Cosa succede: Entra in vigore l’obbligo della piattaforma, ma per sicurezza si mantiene anche il vecchio metodo (PEC).
- Cosa fare:
- Accedete alla piattaforma e compilate la notifica.
- Scaricate dal sito il file PDF e il file Excel che il sistema vi genera.
- Inviate questi due file via PEC a: nerf@pec.mise.gov.it e dgue.10@cert.esteri.it.
- Dal 16 Marzo 2026 (regime definitivo):
- Cosa succede: la PEC non serve più.
- Cosa fare: usare solo la piattaforma digitale.
- Come funziona la procedura (in breve)
Non servono software complicati, basta andare su un sito web.
- Accesso: andate su https://notificaesportazioni.mimit.gov.it. Si entra con SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE) del Legale Rappresentante (o di un suo delegato).
- Dati da inserire: Preparatevi queste informazioni prima di iniziare:
- Chi vende (Voi) e chi compra (Destinatario estero).
- Paese di destinazione e Dogana di uscita.
- Tipo di rottame e codice doganale.
- Peso Netto in KG (Attenzione: il sistema vuole i kg, non le tonnellate!).
- Valore in euro della merce.
- Quando pensate di fare la dogana (data presunta).
- Se sbaglio o il peso cambia? (rettifiche e tolleranze)
Il Ministero sa che il peso dei rottami può variare leggermente o che le date possono slittare.
- Tempo per correggere: avete 30 giorni dalla data in cui avevate previsto l’export per rientrare nel sistema e correggere i dati.
- Tolleranza peso: se il peso reale risulta superiore a quello dichiarato, va bene purché l’aumento non superi il 5%.
- Ritardi: Se fate la dogana con più di 15 giorni di ritardo rispetto alla data prevista, dovete scriverne il motivo sulla piattaforma.
Prossimo passo per la tua azienda
Verifica subito chi possiede lo SPID aziendale o del Legale Rappresentante. Dal 15 dicembre sarà indispensabile per poter vendere rottame extra-UE sopra le soglie indicate.